• Francesca Perna

Atletica paralimpica, Martina Caironi ancora una volta al top e dedica il suo successo al nonno


I veri campioni hanno un solo modo per far tacere le voci di chi dice che è giunto il momento di fare un passo indietro: dimostrare sul campo che sono ancora i migliori. E Martina Caironi lo ha fatto agli Europei di Bydgoszcz. La pluricampionessa dell’atletica paralimpica in Polonia ha dato a tutti una lezione di sport e di tenacia conquistando oro e record mondiale nel salto in lungo di categoria T63. Super Martina ha saltato prima 5.05, che le è valso il primo record mondiale e subito dopo, non contenta, si è migliorata ancora, saltando 5.06 metri. L'azzurra ha preceduto, sul podio, la svizzera Elena Kratter (4.30) e la spagnola Desiree Vila Bargiela (4.23).

"Sono molto contenta di aver fatto questi due record mondiali ma non mi accontento – ha detto a fine gara l’atleta bergamasca - non è finita qui, perché adesso l'occhio va direttamente al Giappone. Devo continuare a rimanere concentrata ".

La Caironi, infatti, vuole andare a Tokyo per migliorare ancora il suo record e scrivere un’ennesima pagina nel libro dell’atletica paralimpica.

“Mancano oltre due mesi all’appuntamento e credo di avere ancora cartucce da sparare – spiega Martina -. Ho lavorato parecchio per questo e qui l’unico salto giusto che ho fatto a livello di tecnica e rincorsa è stato quello migliore di 5,06. Punto però ancora più in alto e voglio raggiungere i 5,20. Per me vivere quest’Europeo è stato fondamentale per sentire la vicinanza della squadra che mi è mancata molto negli ultimi tre anni”. E poi una dedica speciale: “Voglio dedicare questa gara al mio nonnino che proprio oggi è entrato in un hospice e verrà accompagnato in un nuovo mondo”.

Ma in Polonia non è solo Martina Caironi a far parlare di sé.

Sui 400 T47 Riccardo Bagaini conquista un bronzo speciale corredato dal primato tricolore di 50.92.

Tornano poi in pista, questa volta sui 200, i velocisti T44-64 orfani di Simone Manigrasso infortunatosi in gara. Riccardo Cotilli, bronzo sui 100, è quarto con il personal best di 24.60. L’altro azzurro della finale, Emanuele Di Marino, conclude al traguardo in quinta posizione con 25.09.

Arriva anche l’aggiornamento sulle condizioni di Manigrasso da parte del medico federale Dott. Giuseppe Spinelli che è a Bydgoszcz al seguito della squadra: “L’atleta ha una sospetta lesione muscolare. Non è stato possibile effettuare accertamenti strumentali qui in Polonia che però sono stati già programmati al rientro in Italia. Al momento Manigrasso non accusa dolore a riposo”.

Nell’ultima gara della giornata Marco Pentagoni ottiene il quarto posto nel lungo T63 saltando 5,54, a 7 centimetri dal bronzo. Il podio non era così lontano, ma il saltatore azzurro non era al top della forma.

La giornata era già iniziata molto bene in mattinata con Valentina Petrillo che ha conquistato la finale dei 400 T13 in 1:00.29, due centesimi in meno del record italiano che aveva realizzato a Faenza solo il 22 maggio scorso. Il crono di qualificazione le vale come quinto tempo complessivo, ma l’atleta transgender napoletana che tanto ha lottato per ottenere il diritto a gareggiare con le donne, non lesinerà energie per migliorarsi ancora nella prima finale della sua vita in azzurro.

Le gare continuano e gli atleti azzurri faranno ancora parlare di sé.

Gli Europei sono trasmessi in diretta streaming sul canale Facebook di FISPES e di World Para Athletics, oppure sul canale YouTube https://youtube.com/c/paralympics

Foto Marco Mantovani/FISPES

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