• Gianni Di Ferdinando

Borja Valero, Barzagli, Chiambretti, il tris dei premiati della 41^ edizione del ‘Nereo Rocco’

FIRENZE - Una serata semplice, ma colma di significati, perché rappresenta la ripartenza di un certo tipo di calcio, che ha maledettamente sofferto il periodo della pandemia. Maurizio Romei, in rappresentanza della sua creatura, la Settignanese, nella cornice del Museo del Calcio di Coverciano, ha consegnato i premi nazionali 2021, della 41 edizione del ‘Nereo Rocco’. Riconoscimenti attribuiti come di consuetudine a personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio nel ricordo dell’ indimenticato dottor Fino Fini. Copertina per Borja Valero, neo giocatore del Lebowski, dopo aver chiuso la sua lunga parentesi in viola, legato a doppio filo alla Settignanese, visto che vi gioca il figlio.” È un onore per me entrare - afferma lo spagnolo- in questo albo d’oro, espressione di una società che considero come casa mia, visto che mio figlio vi gioca da sette anni”.

Accanto a lui un giocatore nato e cresciuto nella Rondinella, come Andrea Barzagli, tornato a vivere a Firenze dopo la chiusura della sua lunga militanza in bianconero e da poco tempo entrato nello staff tecnico della nazionale Under 20. Uno che, nella sua carriera, ha vinto tutto, ma che non ha mai perso l’umiltà che lo ha caratterizzato nel suo lungo percorso calcistico. “ Un premio - le sue parole - che dedico a mio figlio Andrea, che custodisce le mie targhe e medaglie, per fargli capire che qualsiasi riconoscimento ti venga attribuito nel corso della tua vita, sta a significare che hai lasciato qualcosa nel tuo ambito”.


Piero Chiambretti, con il suo modo dissacrante di parlare di calcio, si è affacciato nel mondo della Settignanese con la consueta ironia. Una ironia che, sempre più spesso, lascia trasparire dei significati mai da sottovalutare. “Dopo di me - afferma - l’albo d’oro diventa di piombo perché avete sbagliato persona. Sono onorato di riceverlo, perché è il primo di sport che ottengo nella mia carriera e perché porta il nome di Nereo Rocco, ex tecnico del mio Torino”. Significativo anche il premio consegnato all’Ordine dei Medici per l’infaticabile e silenzioso lavoro svolto negli ultimi due anni per arginare la diffusione del Covid. Il 29 Settembre prossimo, sempre al museo del calcio di Coverciano, si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi dell’edizione 2020, non consegnati per il Covid.

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