• Francesca Perna

Bucchi, sognando il biliardo alle Paralimpiadi

La Federazione e il CIP per ora non lo riconoscono ma Luca continua a crederci

A volte la vita si beffa di noi, trasforma un fatto tragico in un’occasione per scoprire aspetti di noi che non conoscevamo e che ci regalano una nuova vita piena di emozioni.

Questo è quello che moltissimo atleti paralimpici raccontano. Il grandissimo Alex Zanardi una volta disse: “Nella vita capita anche che, abbassando lo sguardo per cercare ciò che hai perso, scorgi proprio per questo qualcos’altro che vale la pena raccogliere”.

Questo è quello che Luca Bucchi ha imparato. “Non avevo mai pensato a me come sportivo” racconta Bucchi, invece la vita, dopo che un tuffo al mare, in acque poco profonde, lo ha reso tetraplegico, gli ha dimostrato che si sbagliava.

È finito un mondo e ne è cominciato un altro. "Nella disabilità – spiega Luca Bucchi - ho sempre cercato la via per sperimentare altri aspetti, allenandomi con tenacia per sviluppare abilità extra-ordinarie”.

Luca ha trovato la sua vita extra-ordinaria nel mondo del biliardo sportivo.

Una scelta che ha richiesto molto allenamento, tantissima tenacia e anche capacità di adattamento. “Vivere significava cominciare a lavorare, a ricostruirsi una propria identità superando le difficoltà quotidiane. Perché è cercando di andare oltre, che comprendi il tuo limite! Questo mi ha aiutato ad aguzzare l’ingegno, creando, ad esempio, un’impugnatura particolare per usare la stecca, visto che non avevo più la presa della mano” racconta Bucchi.

Nato a Roma nel 1966 adesso Bucchi è uno dei campioni paralimpici di biliardo.

“Praticare sport è fondamentale – spiega l’atleta - l’attività fisica è importantissima per chi come me vive su una sedia rotelle, mantiene sciolte le articolazioni e potenzia i muscoli. Nella pratica del biliardo, poi, vi sono componenti anche di carattere psicologico. Il biliardo impone oltre a un allenamento puramente fisico anche molta concentrazione, strategia e calma, ci insegna a controllare le emozioni e prendersi il giusto tempo per decidere la mossa migliore in un determinato frangente. Lo sport poi unisce, non ha barriere, né differenze di colore, genere, religione”.

Luca Bucchi parteciperà sia alle finali dei campionati italiani di stecca 5 birilli, sia a quelle di pool (7-11 luglio a Castel Volturno, CE), un’esperienza unica per chi come lui ha fatto crescere il biliardo paralimpico (attraverso il progetto biliardo in carrozzina due anni or sono assieme a Roberto Dell'Aquila) e che si appresta a vivere un sogno che si realizza: vedere la propria disciplina sportiva riconosciuta dalla Federazione e dal Comitato Italiano Paralimpico e di far parte quindi di una struttura organizzata e preposta allo sport del biliardo.

“Il riconoscimento del biliardo come disciplina sportiva Paralimpica – dice Bucchi - è un primo importante passo verso un traguardo più ambizioso, veder tornare il biliardo alle Paralimpiadi, ma sono convinto che, con umiltà e determinazione, si potrà andare lontano.”

Foto di Matteo Rasero

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