• Simone Spadaro

E venne il giorno di Vincenzo Italiano: "Serve gente che senta il giglio nel petto"

FIRENZE - È arrivato il giorno di Vincenzo Italiano. A poche ore dall’inizio del ritiro, che si terrà a Moena, il nuovo allenatore della Fiorentina ha parlato per la prima volta dal piazzale Michelangelo, tra gli applausi e i cori anche di un gruppo di tifosi.

Tra i giovani allenatori Vincenzo Italiano appare tra i più talentuosi. E non ha tradito le attese. “So di avere una grande responsabilità e darò tutto me stesso per questa maglia, darò il mio cuore e voglio diventare qui un allenatore importante. Il calcio è la mia ragione di vita – ha proseguito Italiano – e voglio che la Fiorentina, al di là delle valutazioni che faremo per il mercato, diventi una squadra con una sua identità, giochi senza paura, sempre con il fuoco dentro. C’è voglia di rivalsa dopo gli ultimi anni, questo club merita di più che lottare per la salvezza”.

“La Fiorentina deve essere riconosciuta e calcisticamente temuta. Quando da calciatore dovevo affrontare la Fiorentina non dormivo per due o tre notti per via del blasone dei viola, cercherò di riportare questa sensazione negli avversari. Ogni anno ho migliorato la mia posizione, adesso ho giocatori di altissimo livello e non vedo l’ora di iniziare. Da quattro anni riesco a togliermi soddisfazioni personali, l’obiettivo adesso è quello di riconoscersi in campo e fuori e cercare di creare il più possibile, concedendo meno agli avversari. Mi ha sempre incuriosito seguire i dettami dei vari allenatori, è stato un richiamo che ho sentito molto presto. Chi ama giocare a calcio – ha aggiunto Italiano – deve essere veloce nel passare dalla parte opposta, il pensiero di far rendere bene i ragazzi ti accompagna sempre”.

Con la nuova stagione riapriranno, si spera, anche gli stadi. Il popolo viola è reduce da tre stagioni difficili. “Cercheremo di riportare entusiasmo con la disponibilità della squadra. Ci sono quattro campioni continentali e giocatori di altissimo livello, che ho conosciuto da avversari e che ora alleno. Se si può migliorare bisogna farlo, non solo sul piano tecnico ma anche su quello della voglia di tirare fuori tutto per la maglia. Serve gente che senta il giglio nel petto. Io sento grande responsabilità, i giocatori dovranno incidere sul campo dopo aver lavorato insieme”.

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