• Gianni Di Ferdinando

Firenze Marathon parla keniano: successo di Cybrian Kotut. La fiorentina Bernardi migliore italiana

FIRENZE - Un' atmosfera più soft, condizionata dalla pandemia, ma pur sempre una festa di città, per il ritorno, dopo un anno di stop, della ‘Firenze Marathon’. Un edizione, tra sole e pioggia in un’alternanza di condizioni atmosferiche, come al solito caratterizzata da un monologo degli atleti africani, sia in campo maschile che femminile, che hanno monopolizzato la corsa, con il primo e la prima degli italiani che, nel contesto della prova, hanno sempre oscillato tra l’ottava e la decima posizione, non entrando mai nel vivo della maratona. In campo maschile la gara si è decisa nel finale. Il keniano Kotut ha acquisito un leggero vantaggio a due km dalla conclusione, oscillante sui venti secondi, sul connazionale Lomoi e si è involato verso il traguardo di piazza Duomo. Kotut si è imposto con il tempo di 2.08.57 precedendo proprio Lomoi (2.09.52) e l’atleta del Burundi, Irabaruta (2.10.13). Per Kotut si tratta della seconda miglior prestazione cronometrica in assoluto nella storia della competizione, un tempo che lo avvicina al suo personale di 2.07.16. Il primo degli italiani Andrea Soffientini, ottavo con il tempo di 2.22.29 e reduce dalla vittoria due settimane fa nella maratona di Torino. In campo femminile successo allo sprint per l’etiope Alemu (2.27.13), che ha preceduto la connazionale Ifa (2.27.19) e la keniana Jerop (2.27.47), con le prime quattro sotto le 2.28, un riscontro che non si era mai verificato. La prima delle italiane la fiorentina, Marta Bernardi, una specialista del triathlon, tesserata per le Panche Castelquarto, bronzo agli Europei di specialità, decima con il tempo di 2.43.15.

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