• Maurizio Fanciullacci

La 24° edizione de “Le Velo” nel segno delle emozioni con Bennati, Baroni, Lapucci, Aere e Bragagna

SCARPERIA - Riparte dopo un anno di pausa legata alla pandemia, e già di per sé questa sarebbe una buona notizia. Ma il modo in cui è tornato il Premio Internazionale “Le Velo – L’Europa per lo sport”, che ieri sera alla Fattoria il Palagio di Scarperia ha celebrato la sua ventiquattresima edizione ha senz'altro dell’entusiasmante. Non solo per gli strepitosi

risultati che hanno ottenuto i premiati, nella loro carriera ed in particolare quest’anno, quanto per la capacità di far vivere agli intervenuti, attraverso i video che ne hanno ricostruito il percorso ma soprattutto con le loro parole, una serata di riflessione e di grande partecipazione.


La serata, si è aperta con il saluto e la ricostruzione della storia del premio da parte del senatore Riccardo Nencini che dal 1997, ha ideato e portato avanti questo premio che vanta un albo d’oro ormai eccezionale e che si conferma il premio per eccellenza in Mugello per lo sport, come ha dimostrato la presenza nelle premiazioni di sindaci e assessori dei vari Comuni del territorio.


La serata poi ha visto la premiazione del nuovo commissario tecnico della nazionale di ciclismo su strada italiano Daniele Bennati, che ha raccontato la sua esperienza, la sua voglia di far bene, i propri maestri ed ideali, il concreto auspicio che, vista la presenza di tanti giovani interessanti, l’Italia possa tornare anche ad emergere nei mondiali e nelle altre grandi gare del ciclismo internazionale. Quindi Nicholas Lapucci, 23enne barberinese, una delle più

importanti realtà del motocross italiano, che dopo la conquista del titolo europeo EMX250 ha mostrato, con una maturità eccezionale per la sua età, una determinazione ed una chiarezza di intenti alla vigilia del debutto nel campionato mondiale. Semplicemente emozionante il racconto di Katia Aere, che ha ricostruito, come le tessere di un mosaico della sua Spilimbergo, il comporsi della sua vita di donna, di atleta, che, dopo la malattia autoimmune che

l’ha colpita nel 2003, con grande dedizione, impegno e la consapevolezza che niente avviene mai per caso, l’ha fatta emergere fino alla conquista di quasi 50 titoli nel nuoto paralimpico e poi dei bronzi ai mondiali e poi alle paralimpiadi di Tokyo nell’handbike.

Marco Baroni, ci ha fatto vivere la sua storia, prima di professionista, scudettato nel Napoli di Maradona, che ha fatto rivivere in un grande ricordo, e poi il suo percorso da tecnico, partito dai dilettanti della

Rondinella e che poi, in un calcio che si evolve e si trasforma, fino alla storica promozione, la prima, del Benevento in Serie A, con la speranza di ripetere tale impresa quest’anno a Lecce, dove sta facendo benissimo. E infine Franco Bragagna, che oltre a far rivivere, con un racconto ricco di aneddoti e suggestive digressioni, la magia dell’atletica italiana a Tokyo, ha ripercorso la storia dello sport italiano degli ultimi anni con la solita competenza e partecipazione,

in cui l’umanità e la passione che lo contraddistinguono, e per le quali è da decenni apprezzato professionista, sono emerse in tutta la loro forza. In un premio, quest’ultimo, che è andato a ricordare Riccardo Benvenuti, giornalista ed amico del premio, da poco scomparso.

E come sempre non è mancata la beneficienza, in questo caso nel ricordo di Paola Leoni: quest’anno a ricevere il contributo di Le Velò è stato il progetto mugellano “Seconda stella a destra” la stanza multisensoriale, per bambini dai 3 ai 14 anni con gravi disabilità cognitive e motorie, nato per volontà del Comune di Barberino di Mugello e portato avanti con l’aiuto di numerose realtà associative del territorio, che, nel racconto della musicoterapeuta Alice Mazzara, ha fatto capite l’impegno che c’è dietro, la volontà dopo le limitazioni di riprendere una attività di gruppo e fatto capire quanto la qualità delle persone faccia in questo campo la differenza.


Testo e foto: UFFICIO STAMPA Premio “Le Velo 2021” Periscopio Comunicazione

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