• Gianni Di Ferdinando

Sinisa Mihajlovic protagonista del premio Fair Play a Castiglion Fiorentino

CASTIGLION FIORENTINO - E’ arrivato all’ultimo momento, dopo aver diretto l’allenamento di ripresa della preparazione del suo Bologna. Ha subito abbracciato Arrigo Sacchi, un abbraccio intenso, tra due protagonisti del nostro calcio. Sinisa Mihajlovic e’ poi salito sul palco del premio ‘Fair Play’, per ritirare nella piazza di Castiglion Fiorentino, l’ambito riconoscimento, corollario di una vita calcistica intensa, travagliata, ma di grande esempio e lezione di vita.

“ Sto meglio di prima - le sue parole - come salute, devo ringraziare se sono qui i medici e gli infermieri. Io sono uno che nella vita non si dimentica di quello che loro hanno fatto per me e per chi ha vissuto situazioni come la mia. Per questo motivo ho accettato con grande gioia il ruolo di allenatore della nazionale degli infermieri. Quando mi è stato chiesto non ho avuto la minima perplessità”.


“Calcisticamente- riprende - da ieri , quando si è chiuso il mercato non sono contento, perché mi e’ stato venduto un giocatore per noi troppo importante. Quando mi è stato comunicato che avrei ricevuto questo premio all’insegna del fair play, ho subito detto agli organizzatori che avevano sbagliato persona, perché io sotto questo punto di vista nella mia carriera, non sono stato un grande esempio”. “ I comportamenti - conclude - la correttezza, sono tratti essenziali dello sport e anche del calcio. Ieri parlavo con un mio amico e mi ha raccontato che suo figlio, a 14 anni, un ragazzo viziato al quale non mancava niente, espressione di una famiglia benestante, ha iniziato a giocare a calcio. Dopo tre anni, grazie a questa esperienza, è cambiato nei comportamenti e nell’approccio alla vita, e’ cresciuto, migliorato, maturato. Questo è il fair play, la nostra vita”.

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