• Gianni Di Ferdinando

Toh chi si rivede. Il ‘Tanfa’ ritorna ed entra nello staff degli osservatori del Siena

Personaggio di un calcio che forse non esiste più, famoso per le sue frasi lapidarie, Maurizio Tanfani era sparito dopo il divorzio dalla sua creatura Firenze Ovest. Ora di nuovo visiona partite, giocatori, scruta, monitora, scuote la testa, parla a monosillabi


FIRENZE - 'Il calcio è una brutta bestia’, ‘oggi la partita bolle’, ‘il

calcio vero è finito’, ‘il calcio è strano ’.

Sono solo alcune delle tante frasi che Maurizio Tanfani, ex diesse del Firenze Ovest e da alcune settimane nello staff degli osservatori del Siena, dispensa nei pomeriggi calcistici che lo vedono, mai con carta e penna al seguito, nemmeno usufruendo delle note delle formazioni, girare la Toscana alla ricerca di nuovi giocatori da attenzionare per la società bianconera.

Il ‘Tanfa’, come lo chiamano non solo a Peretola, nel suo quartiere, ma nel panorama calcistico della regione è un personaggio di un calcio che forse non esiste più, specialmente a livello dilettantistico. Un calcio fatto di rapporti, di amicizia, di abbracci, di stima reciproca, di parole spese e mantenute, di pacche sulle spalle, di vigorose strette di mano e no di coltellate alle spalle come, purtroppo, troppo spesso succede.

Il ‘Tanfa’ più volte, non identificandosi in questo mondo, si è fatto da parte, in silenzio, senza clamori, prese di posizione, ligio a un personaggio che preferisce gli sguardi, quelli che ti fanno capire tanto, troppo, alle piazzate.

A ottobre, non in linea con la nuova politica del Firenze Ovest e non condividendo alcune scelte perseguite, come quella di esonerare il tecnico Secci, poi sostituito da Carubia, a sua volta rilevato da Nencioli, ha preferito dimettersi. Da quel momento, si è come eclissato, prendendosi una delle sue pause di riflessione, nelle quali far rivivere nella mente gli

oltre quarant’ anni vissuti in questo ambiente: un percorso fatto di successi, delusioni, frenate, ripartenze, costruzioni, scomparse.

Un percorso che lo ha visto al fianco di Innocenzo Mazzini, nella crescita del Firenze Ovest, di Giorgio Perinetti, nuovo dg del Siena, del quale è diventato uno dei più preziosi collaboratori, nella parabola del Borgo a Buggiano, portato sino alla Lega Pro; e di Miro Morandi, un personaggio scomodo, anche troppo, del nostro movimento, che al ‘Tanfa’, come anche a tanti altri che ancora si vantano di essere sulla breccia, ha dettato quelle linee di gestione tecnica, di organizzazione e di spogliatoio, che non possono non essere imprescindibili nella vita di una squadra. Episodi, ricordi, revival, aneddoti, che toccano presidenti, giocatori, allenatori, ognuno di loro con una storia o anche un particolare da ricordare.

Il ‘Tanfa’, smaltita l’ultima delusione, perché l’Ovest è una sua creatura, si è rimesso in moto. Per il Siena, per Perinetti, al quale non si può dire di no, sta già lavorando. Visiona partite, giocatori, scruta, monitora, scuote la testa, parla a monosillabi e alla fine ti ripete nuovamente una delle sue frasi mantra: ‘il calcio è finito’. E non gli si può dar torto.

(Foto gentilmente concessa da Maurizio Tanfani)

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